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Istituto di Estetica Paola

Protezione solare in città: donna accanto a una finestra con il viso esposto ai raggi UVA che passano attraverso il vetro

La tua estate non è al mare: cosa succede davvero alla pelle quando l'estate la passi in città

Di protezione solare si parla sempre pensando alla stessa scena: spiaggia, ombrellone, costume, crema. È un’immagine comoda, ma non è la tua estate. O almeno, non lo è per la maggior parte dei giorni.

Fai il conto: su un’estate intera, quante giornate passi davvero al mare? Due settimane, forse tre se sei fortunata. Tutte le altre le passi qui. In ufficio, in macchina tra Montecchio e il lavoro, a fare la spesa alle sette di sera perché prima fa troppo caldo, in terrazzo a cena. E in tutte quelle giornate, quasi sempre, di crema solare non c’è traccia.

È esattamente per questo che l’estate in città non è una versione minore dell’estate al mare. È un tipo di esposizione diverso: meno intensa, molto più frequente, e per questo molto più sottovalutata.
Al mare la pelle si difende perché tu ti ricordi di difenderla. In città nessuno si ricorda niente.

Il vetro non protegge da tutti i raggi UV
Partiamo dal punto meno intuitivo, quello che quasi tutti tendono a sottovalutare.

I raggi UVB, quelli della scottatura, vengono fermati quasi del tutto dal vetro. Per questo dietro una finestra non ti scotti mai, e per questo ti sembra logico pensare di essere al sicuro. Il problema è che gli UVB sono solo metà della storia. Gli UVA, associati al fotoinvecchiamento e al danno cutaneo cumulativo, possono invece attraversare il vetro comune in quantità variabile. Anche in auto la protezione varia in base al tipo di vetro: il parabrezza laminato scherma generalmente meglio, mentre alcuni finestrini laterali possono lasciar passare una quota significativa di UVA.

Che effetto ha nel tempo? C’è uno studio che lo rende visibile in modo quasi brutale. Un piccolo studio osservazionale condotto su dieci persone con un lato del viso maggiormente esposto alla luce solare attraverso un vetro ha documentato segni asimmetrici di fotoinvecchiamento: un lato del viso con più rughe, texture più irregolare, segni più marcati. Pur con i limiti di uno studio di piccole dimensioni, il confronto ha mostrato segni più marcati sul lato maggiormente esposto alla luce (lo studio è consultabile qui).

Non serve guidare per lavoro per rientrare nel discorso. Il tragitto quotidiano, la scrivania accanto alla finestra, le ore in terrazzo all’ombra: non scottano, non si vedono, e proprio per questo nessuno le conta come esposizione.

Il paradosso della pelle d’estate: unta e disidratata insieme

L’altra cosa che il caldo cittadino fa alla pelle è una specie di scherzo.

Con il caldo, l’umidità e la sudorazione la pelle può apparire più lucida e appiccicosa. La reazione istintiva è aggredirla: detergente più forte, gel sgrassante, magari due lavaggi al giorno in più. E qui si apre la trappola. Perché il sebo in eccesso non è disidratazione, ma togliere il sebo in modo aggressivo la disidratazione la crea eccome. Il risultato può essere una pelle lucida in superficie, ma disidratata, sensibile o irritata.

Anche la permanenza prolungata in ambienti climatizzati e con aria secca può favorire la sensazione di disidratazione cutanea.

D’estate non serve una detersione più aggressiva: serve una detersione delicata, soprattutto la sera e quando è realmente necessaria. E soprattutto serve idratare, anche quando ti sembra assurdo farlo su una pelle che ti sembra già unta. I gel sorbetti OLOS lavorano bene proprio qui: texture fresca, assorbimento rapido, idratazione senza quella pesantezza che d’estate ti fa saltare il passaggio.
La routine estiva in città, in tre gesti
Non serve stravolgere nulla. Serve spostare tre cose.
Momento
L'errore più comune
Cosa fare invece
Mattina
Crema idratante e via, l'SPF è "roba da spiaggia"
Giornata
Ti asciughi il sudore e ti rifai il trucco
Sera
Detergente aggressivo perché la pelle è lucida

Per l’uso quotidiano è consigliabile scegliere una protezione ad ampio spettro con SPF 30 o superiore. Un SPF 50 offre una protezione più elevata in caso di pelle chiara o sensibile, esposizione prolungata o particolare attenzione alle macchie. Nel nostro shop trovi i solari Solarium in tutti e tre i fattori, e le Acque Solari SPF 30 e SPF 50 in formato spray da 150ml: pensate per la spiaggia, ma onestamente il posto dove sono più utili è la borsa che porti al lavoro.

Il punto non è l’allarme, è l’abitudine
Nessuno vuole passare l’estate a preoccuparsi. E non è quello il messaggio.

Il messaggio è che il danno da UVA non è un evento drammatico che ti accorgi di subire. È un lavorio lento, silenzioso, che nei nostri quarant’anni in istituto abbiamo imparato a leggere sulle pelli delle nostre clienti a distanza di dieci o vent’anni. Le differenze più grandi non dipendono soltanto dall’attenzione durante le vacanze. Le fa chi ha avuto un’abitudine costante nei trecentocinquanta giorni che non sono vacanza.

Due gesti al giorno possono fare una differenza visibile nel tempo.

Dove trovarli

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